Non-profit Organisation, with Social and Cultural Aims Contattateci Aiuto/FAQ Indice del Sito English Français Deutsch Italiano Español
 
Ricerca:
Home  |  Chi Siamo  |  Attivitá  |  Progetti  |  Notizie & Eventi  |  Publicazioni  |  Sovvenzioni
Strategia & Intentions

»Missione
»Obiettivi
»Organizzazione»
»Statuto
»Contatti e Sedi
»Rapporto Annuale
»Conferenze e Simposia

 

Ipertecnologie e Società nel XXI secolo

Punto di osservazione di un francescano


Gianfranco BERBENNI, ofm cap (Roma)
Contributo per il periodico della “DLR”,
Die National Koordinationsstelle bei der Deutschen Forschungsanstalt
für Luft- und Raumfahrt, Projectträger des BMBF für
Informationstechnik Abteilung EU-Programmbegleitung,
MD-IT-EG, Linder Höhe, Postfach 90 60 58, D-51147 Köln 90, Germany
[maggio 1996]

Il mondo è entrato in una fase di trasformazione, a tutti evidente.

La maggior parte degli osservatori considera la velocizzazione nei trasporti (aerei, treni, autostrade) e la globalizzazione informatizzata nei contatti (documentalità e progettualità) due fattori di profondo cambiamento, definibile con il termine sintetico di “rivoluzione telematica”.

Il nostro breve approccio al prossimo decennio, 1997-2007 si qualifica come analisi storica (ad amplissima durata) collocata in ambiente di vita francescana (austera e povera, per libera scelta).

Analizzeremo perciò il nostro habitat e la nostra società seguendo quattro segmenti tematici :
a) i mutamenti intercorsi negli ultimi trenta millenni di storia ;
b) il nostro mondo attuale, interpellato dall’alta tecnologia (“YperTech”) ;
c) le opportunità tecnologiche, gestibili, con stile di francescana austerità,
a favore di territori e culture ‘marginali’.
d) Un breve cenno a Progetti applicativi esemplificherà lo stretto legame tra Alta tecnologia e territorio.

1. Un quadro relazionato agli eventi degli ultimi trenta millenni di storia umana (30° millennio av. Cr. - 2° millennio d. Cr.)

L’opera dell’economista Sahlins , ci ha condotto ad una integrazione tra i dati socio-economici dell’ “età della pietra” e i dati più significativi dei mutamenti epocali che si ebbero con la prima rivoluzione industriale agricola (8°-5° millennio av. Cr.) e con la seconda rivoluzione “industriale” nel secolo 18° d. Cr. L’analisi attenta delle tappe che portarono l’ancestrale cultura nomade e un’economia basata sulla caccia alla profonda trasformazione nella nuova tecnologia produttiva agricola e nella nuova tipologia sociale delle “città fortificate”.

[SAHLINS Marshall, Àge de pierre, âge d’abondance. L’economie des societés primitives, French translation by Tina Jolas, presentation by Pierre Clastres, Paris, Gallimard (Bibliothèque des Sciences Humaines), 1976, [English edition: Stone Age Economics, 1972], 411 pp.]

Queste ultime furono costruite nelle pianure fluviali della Mezzaluna fertile (Mesopotamia - Siria [- Palestina – Egitto]) grazie alle nuove forme di ‘lavoro organizzato’.

Si passò in tal modo, da una convivenza sociale ‘ottimale’ nella civiltà della caccia, ad una socializzazione pur ricca ma fondata necessariamente sullo sfruttamento della forza lavoro, dedita alle opere irrigue e alla produzione della nuova componentistica edile (lavorazione dell’argilla).

La Bibbia ebraica e cristiana diviene un libro di straordinaria attualità ambientale e sociale, se si comprende come l’istituzione del ‘Sabato’, dell’ ‘anno sabbatico’, del ‘giubileo’ siano stati interventi di garanzia per la dignità umana, altrimenti oggetto di sopraffazione totale.

La signorìa della divina Trascendenza divenne, allora, un evento di effettiva tutela per l’umanità che, con la moltiplicata ricchezza dei grandi imperi e nelle grandi ‘città’, tendeva a chiudersi in una gestione meschina e ristretta delle opportunità economiche e socio-religiose.
Una lettura del Pentateuco dentro tali parametri diviene di moderna attualità.

2. Il mondo attuale, “trasformato” dall’Alta Tecnologia.

I mutamenti industriali del 18°-19° secolo, l’accelerazione del secolo 20° nelle innovazioni scientifiche e, in modo del tutto particolare, la recente svolta ‘informatica globale’, sono costituenti ineludibili della società odierna.

In modo specifico, l’avvento della informatizzazione e della robotizzazione nelle linee di produzione industriale, rende accessibile un singolare fenomeno:

il ritorno ad un modello di convivenza civile che preveda (come nell’età della pietra precedente alla rivoluzione agricola) un modello sociale basato su un ridotto impegno lavorativo, compensato da congrui ‘contratti sociali’ di redistribuzione delle enormi ricchezze e di gestione delle potenzialità di sviluppo.

Quanto è accaduto dall’8° al 1° millennio avanti Cristo, dovrà necessariamente essere portato all’attenzione dell’umanità odierna.
Grandi sono i pericoli e al tempo stesso immense sono le opportunità indotte da ogni “rivoluzione industriale”:

ci si può autodistruggere in conflittualità sempre maggiori (tra Nord e Sud, tra Paesi ricchi e Paesi al di sotto del minimo vitale) oppure si può nascere ad una saggia distribuzione di una ricchezza che in futuro verrà moltiplicata tramite la robotica industriale.
Per quanto ci si ribelli a tali trasformazioni, la loro affermazione è inevitabile.

Anzi, al contrario, proprio grazie a queste opportunità tecnologiche, l’uomo contemporaneo può costruire, faticosamente le premesse per una Società veramente dignitosa e giusta.
E’ quanto si desidera descrivere nel prossimo punto.

3. La povertà francescana e una gestione socialmente costruttiva delle tecnologie.

E’ di un certo interesse soffermarsi sulla presenza, nella Società tecnologica, della variabile “povertà e austerità”, tipica del modello derivato dal Francescanesimo.

Va ricordato come per la “Weltanschauung” di Francesco d’Assisi, l’umanità povera, presente sia nelle grandi città che negli insediamenti rurali,è al centro di un atteggiamento intessuto di rispetto, di cortesia, di aiuto concreto.

Se si vuole entrare in rapporto diretto con le trasformazioni iper-tecnologiche del XXI secolo, la forma di vita francescana è portatrice di alcune proposte.

3.1. L’alta tecnologia deve diventare “leggera”, per poter servire anche nei centri abitati isolati o decentrati.

In questa direzione, la sintonia francescana con “il popolo” diviene continuo stimolo a studiare la ‘miniaturizzazione’ di metodologie e progetti che effettivamente siano applicabili in ambienti marginali o a piccoli ceti sociali.

In tale prospettiva il francescanesimo ‘povero’ si avvicina molto, nello stile di lavoro, alla serietà dell’ingegneria aerospaziale, da sempre abituata ad evitare, nel limite del possibile, sprechi di risorse, attraverso un’applicazione rigorosa delle metodiche sperimentali.

3.2. La “povertà volontaria francescana” è, poi, una garanzia di disinteressata giustizia e di controllo non violento, nei complessi ingranaggi della nuova società industriale, sempre spinta allo squilibrio di un guadagno senza fine, di un potere senza controllo, di una cultura elitaria.

3.3. Lo stile francescano di semplice concretezza, di bilanciamento tra vita e parola, tra prassi e teoria, tra spiritualità e socializzazione, tra industria e solidarietà, consente un nuovo genere di dialogo con la Società e con lo stesso mondo della macro-industria.

3.4. La scelta lieta di povertà pone in risalto alcune metodiche paradossali che avvicinano - in modo chiaramente distinto - i comportamenti di chi è molto ricco e di chi è, volontariamente, povero.

Per ambedue il lavoro sarà organizzato con un uso esigentissimo del tempo, dei mezzi di comunicazione, delle strumentazioni di analisi.
Come il miliardario, e ancor più di esso, il povero non si ‘può neppure permettere’ il minimo spreco di risorse, che del resto non possiede, la minima concessione alla verbosità ed alla curiosità.

3.5. Un ponderato intervento dei valori etici, collocati nel quadro storico millenario cui si è fatto cenno in apertura, può essere un elemento di stabilità e di flessibilità nella società complessa di domani.

[“Ethos è il luogo di dimora abituale e quindi l’ “abitudine” legata specificamente ad ogni singolo luogo. La dimensione etica comprende dunque gli usi,m i costumi, le consuetudini, le forme di comportamento giusto e conveniente, ma anche le istituzioni che le sorreggono” (Joachim Ritter, Metafisica e politica. Studi su Aristotele ed Hegel, Casale Monferrato, Marietti, 1983 [edizione tedesca, Frankfurt/M. 1983, p. 98)]

Del resto alcune scuole di pensiero socio-industriale, presenti a tutti i livelli nella Unione Europea e in altre Aree ad avanzato sviluppo, concordano sull’attualità di valori che siano garanti della variabile più interessante nei processi di trasformazione del mondo: la persona umana, individuale e associata.

4. I progetti

Una strategia per gli interventi, denominata “Ingentibus” e “MultiUniversus” due grandi aree di priorità operativa costituiscono le nostre scelte come inizio di attività.

[MultiUniversus© e gli altri progetti sono depositati alla SIAE, con numero di repertorio 9601870, con decorrenza dal 03/06/1996, scadenza al 02/06/2001. Per garanzia di qualità e di motivazione, tutti i diritti sono tutelati in Italia e negli altri Paesi.]

La strategia dei nostri interventi considera il mondo come uno e molteplice:
molteplice nelle culture, nelle situazioni continentali, nazionali e regionali, uno nella interazione delle informazioni e delle relazioni socio-economiche, uno nella nuova coscienza di appartenenza planetaria.

[La dialettica - in tensione costruttiva - tra unità e pluralità, tra universalità e regionalità/nazionalità, senza alcuna confusione né separazione tra i due poli, costituisce il modello e la struttura alla quale ci riferiamo sempre.]

5. Conclusione

Da molte parti si propongono vari tipi di “qualità” (qualità totale, qualità della vita, qualità del prodotto, ecc.):

se dovessimo aggregarci a questo genere di concetti, si potrebbe sintetizzare la presenza francescana nel mondo delle “ipertecnologie” con la formula “Qualità paradossale” (“Paradoxal Quality”), strutturalmente debole e, almeno nelle intenzioni, intelligente.

News & Events

On Friday, 26th September 2008 InGentibus organizes the first scientific Colloquium on Nanotechnology: "Opportunities and Risks in Nanoscience and Nanotechnology " which will take place in Palazzo BALDASSINI, Via delle Coppelle, 35 - 00186 Roma, Italy

- PDF (EN)


InGentibus is subcontractor in the European Integrated Project NanoHand which was kicked off at the University of Oldenburg from the 10th to 12th July 2006.

- PDF (EN)


InGentibus organized the international symposium on Nanotechnology " New Perspectives for Energy and Medicine" which took place in Essen, Germany on January, 27. 2006.

- HTML (DE, IT)


Our Heritage for Tomorrow - The ITER project at the European Parliament (31st January up to 4th February 2005 )

- HTML (En)

 

Registration

Become member. - The InGentibus online enrolment form.

 

Home  |  Chi Siamo  |  Attivitá  |  Progetti  |  Notizie & Eventi  |  Publicazioni  |  Sovvenzioni
Contattateci Aiuto/FAQ Indice del Sito
© 2004 InGentibus. All Rights Reserved. Terms and Conditions. Privacy Policy.